Flotte aziendali elettriche: obiettivi UE e obblighi per le imprese
La proposta di regolamento europeo sulle flotte auto aziendali cambierebbe radicalmente le regole del gioco per le grandi imprese. Entro il 2030, la scelta della composizione delle flotte auto non sarebbe più una scelta strategica facoltativa, ma diventerebbe un obbligo normativo con target vincolanti e scadenze precise.
Il nuovo regolamento europeo: cosa prevede
Nel dicembre 2025, nell’ambito del Pacchetto auto UE, la Commissione Europea ha presentato una proposta di regolamento (Clean Corporate Vehicles) per decarbonizzare le flotte auto aziendali delle grandi imprese. Per la prima volta vengono introdotti obiettivi nazionali vincolanti per ciascuno Stato membro, con l’obiettivo di accelerare la diffusione di veicoli a zero e basse emissioni (fino a 50 g/km di CO₂).
Regolamento Clean Corporate Vehicles: obiettivi per l’Italia
Per l’Italia, i numeri sono chiari. Nelle nuove immatricolazioni annuali di flotte auto aziendali delle grandi imprese, entro il 2030 almeno il 45% dovrà essere rappresentato da veicoli a zero emissioni (elettrici puri), mentre la quota complessiva di veicoli a zero o basse emissioni dovrà raggiungere il 69%. Gli obiettivi si faranno ancora più stringenti nel 2035, quando si richiederà l’80% di veicoli a zero emissioni e il 95% di veicoli a zero o basse emissioni.
Per i veicoli commerciali leggeri, i target 2030 sono fissati rispettivamente al 36% e al 40%, con le medesime soglie al 2035.
Regolamento Clean Corporate Vehicles: quali aziende sono coinvolte
Il regolamento non si applica a tutte le imprese. Sono soggette agli obblighi esclusivamente le grandi aziende che soddisfano almeno due dei tre seguenti requisiti:
- totale di bilancio superiore a 20-25 milioni di euro;
- ricavi netti superiori a 40-50 milioni di euro,
- oltre 250 dipendenti medi annui.
Le PMI sono formalmente escluse, anche se subiranno inevitabilmente gli effetti indiretti della trasformazione del mercato.
Perché le flotte aziendali sono la leva chiave della decarbonizzazione
Le grandi aziende rappresentano soltanto lo 0,16% del totale delle imprese UE, eppure registrano circa il 37% di tutte le nuove auto immatricolate nell’Unione. I veicoli delle flotte auto percorrono mediamente molti più chilometri rispetto alle auto private e incidono in modo sproporzionato sulle emissioni totali del trasporto su strada. Non solo: con periodi di possesso o leasing di soli 2-4 anni, le flotte auto elettriche alimentano rapidamente il mercato dell’usato, rendendo i veicoli a zero emissioni accessibili a una platea molto più ampia di consumatori.
Critiche al regolamento Clean Corporate Vehicles: il settore chiede flessibilità
Non mancano le posizioni contrarie. Associazioni di categoria come ANIASA si oppongono all’introduzione di quote obbligatorie sulle flotte auto, chiedendo che la transizione avvenga attraverso incentivi e misure di sostegno piuttosto che vincoli rigidi. Il timore è che obiettivi troppo ambiziosi, in assenza di infrastrutture di ricarica adeguate e di una domanda di mercato matura, rischino di penalizzare le imprese invece di accompagnarle nella transizione.
Cosa cambia nella gestione delle flotte auto aziendali
Per le grandi imprese italiane, questi target impongono un cambio strutturale nella gestione delle flotte auto. Le principali implicazioni riguardano la pianificazione pluriennale del rinnovo del parco veicoli, la valutazione del TCO (Total Cost of Ownership) dei veicoli elettrici rispetto a quelli termici, l’organizzazione delle infrastrutture di ricarica aziendale e l’integrazione dei criteri ESG nei processi decisionali. La gestione delle flotte aziendali non potrà più essere solo operativa: dovrà diventare strategica e misurabile.
Come prepararsi in vista del Clean Corporate Vehicles: strategie per le imprese
Le aziende che vogliono farsi trovare pronte dovranno agire su più fronti:
- avviare subito un’analisi del parco auto esistente;
- pianificare il rinnovo progressivo verso le flotte auto elettriche;
- investire nelle infrastrutture di ricarica e monitorare l’evoluzione delle normative europee.
Affidarsi a operatori specializzati nella gestione delle flotte auto consente di affrontare questa transizione con dati affidabili, controllo dei costi e continuità operativa.
Il 2030 si avvicina. Per le flotte aziendali, la transizione elettrica non è più una prospettiva futura, ma una scadenza concreta.
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